Come può, un uomo come lui, interessarsi ad una come lei?
Un uomo con una cultura così profonda, che vive per aiutare gli altri… Che cosa avrà trovato in un’insegnante senza laurea che trascorre le giornate cercando di far capire ad un bambino viziato e scontroso che 2+2 fa 4?
Sempre che ancora occupi i suoi pensieri.
Che cose sciocche che va pensando. E per colpa di questa sua paura a volte ha voluto strafare, commettendo errori ancora più sciocchi di lei.
Ma non quell’ultima sera. La sera prima della sua partenza.
Lui ha voluto portarla fuori a cena, in un ristorantino con vista su Roma… Hanno riso e bevuto. Non è abituata a bere e le gira un po’ la testa; ma è felice come non succedeva da tempo, non pensa più a quei problemi che da sempre l’assillano, si perde semplicemente negli occhi di un uomo che in pochi giorni le ha regalato tanta serenità.
Il cameriere stappa l’ennesima bottiglia, versando sbadatamente qualche goccia di vino sui pantaloni di lui. Si alza per andare in bagno a sciacquarsi ed è in quel momento che lei si ferma a pensare. Di getto prende un tovagliolo di carta, la penna dalla borsa, e scrive. Piega poi il tovagliolo e lo lascia scivolare nella tasca della giacca maschile poggiata sulla sedia di fronte.
La serata continua allegramente: una passeggiata mano nella mano, dolci sguardi al Gianicolo, un buffo cagnolino che apprezza particolarmente le sue coccole… Poi la separazione, così dolorosa, soffocante.
Adesso è al parco. Sola. E quel senso di soffocamento persiste. E’ come se le mancasse l’aria, come se la sua linfa vitale si stesse esaurendo.
Un’anziana signora, accanto a lei, lavora a maglia. Chissà quante incredibili storie potrebbe raccontarle. Magari ha vissuto la guerra, ha perso il suo unico amore, si è poi sposata con un uomo dolcissimo e che l’amava tanto ma che l’ha lasciata un anno fa. Adesso sta cucendo delle scarpine per l’ennesimo nipotino in arrivo.
“Sono proprio una piccola goccia in un immenso oceano…”, pensa.
E lui? Avrà mai trovato quell’insolito biglietto?
Il vento le scompiglia i capelli. Comincia a far freddo. Forse è ora di tornare a casa. Durante la via del ritorno, pensa al modo in cui le dava la buona notte: dolce bacio sulla fronte, come si fa con i bambini, stretto abbraccio e due parole: “A domani”… Ma sono finiti i loro domani? O sono lì, da qualche parte?
Alza gli occhi verso il cielo che va ad imbrunire e sente odore di pioggia. Inspira profondamente e si gode le prime leggere goccioline accarezzarle il viso…