Come ogni mattina, la sveglia suona alle 6:15. Il tempo di una doccia, un caffè, e subito fuori, nella speranza che l'autobus passi senza farsi attendere troppo. Questa vita va avanti da più di un anno, da più di un anno lei si ripromette di cercare casa in una zona più vicina a quella dove lavora.
E' trascorso, invece, solo un mese dall'ultima volta in cui gli ha stretto la mano, dall'ultima volta in cui ha poggiato la testa sulla sua spalla... Adora farlo, per poi socchiudere gli occhi e rilassarsi, mentre un braccio attorno alla vita la fa sentire così protetta. Chi l'avrebbe mai detto che quell'incontro sul treno, al ritorno dalla sua ultima visita a casa, le avrebbe regalato emozioni così forti. Se solo non ci fossero tutti questi kilometri a separarli...
Un pomeriggio, mentre se ne stavano al parco a godersi tiepidi raggi di sole, gli ha chiesto la sua giornata tipo: dal risveglio, alla pausa pranzo, al rientro a casa... In questo modo, una volta lontani, lei avrebbe potuto sapere, bene o male, cosa stesse facendo lui nell'arco della giornata.
Ha pensato fosse una cosa romantica ed è subito arrossita quando lui ha sorriso guardandola negli occhi.
Però adesso ha paura. Se ha dimenticato il suo volto? La sua voce? Lei ricorda tutto, pure il modo in cui strappa la bustina dello zucchero, come lo versa nel caffè, formando una spirale, "così non si concentra tutto in un punto", diceva. Riesce a sentire ancora il profumo del suo dopobarba.
Non lo ammette a se stessa, ma gli manca da impazzire. Ha finto di essere più forte di quanto non sia e adesso le fa rabbia non avergli detto che non avrebbe mai voluto che lui partisse. Invece no. Lei "ha capito" perfettamente quanto il lavoro di dottore sia importante, ci sono tanti pazienti che l'aspettano...
Come ha potuto cedere così?
L'autobus è arrivato a destinazione. Il bambino l'aspetta per la solita lezione giornaliera: oggi matematica e scienze. Il cielo è grigio ma la temperatura è piacevole.
Sono le 8:30 in punto.
Dunque, fammi pensare... A quest'ora dovrebbe già aver preso servizio in ospedale ed è sicuramente al suo terzo caffè...
Daniela