Il weekend a Lodi è finito troppo velocemente. Anche se i giorni erano pochi, il divertimento è stato tanto!
Come sempre, una volta ricostituito il trio, tutto è stato bellissimo.
Non ho avuto il tempo di arrivare a Milano che ne ho combinata una delle mie, lasciandomi intenerire da un ragazzino alle prime armi che mi ha offerto "una convenientissima tessera Mondolibro con cui potrà avere degli sconti su una vasta gamma di libri interessantissimi". Vabbè, andiamo avanti.
Andiamo a fare una spesa che potrebbe bastare per sfamare una famiglia di 7 persone per un mese... Ma già sappiamo che non sarà sufficiente per l'intero fine settimana! La sera, maxi-cena (appunto) nella nuova casetta dei novelli sposi (novelli? Mò basta! Fra poco festeggeranno le nozze d'argento!). La casa è stupenda! Colorata, accogliente, grande!
Organizziamo un happy hour casalingo a base di patatine, noccioline e roba varia, di quelle che ti sconquassano la panza. Prima di andare a dormire, Giancarlo ci racconta del simpatico fantasma che infesta la loro casa: Burlone! Sarà vero? Chi lo sa...
Divido la stanza con Giuliana. Prima di dormire sono risate! Ma di quelle che ti fanno piangere!
La mattina dopo, giro turistico per Lodi! Una cittadina veramente carina! Scendiamo fino all'Adda, poi torniamo a casa per un altro leggero pranzetto.
Ci si prepara per andare a Milano! Stasera spettacolo al teatro Verdi. MERAVIGLIOSO. Dopo, capatina al pub per rivedere amici ormai a Milano da tempo e altri in trasferta.
Giorno seguente: PAVIA. Stesso gruppo della sera prima con in più un "ospite" direttamente da Laveno. Un giorno bellissimo, tra la Certosa, svariate Chiese, cioccolate calde servite da un'antipatica cameriera, cene libanesi che ci hanno notevolmente soddisfatti. Una volta a casa, il "maestro" (Giuliana) da' libero sfogo alla sua arte, colorando una delle pareti di un azzurro perlato, usando la tecnica dello spugnamento...?? Non sono proprio sicura si chiamasse così! Ottimo risultato, comunque. Anche se mi avete costretta ad aspettare che finisse: argh!
Il lunedi è triste. La mattina è stata sicuramente piacevole, ma nella mia testa il costante pensiero che la sera non avrei più riso con Giuliana prima di dormire. Accompagnarla all'aeroporto e vederla andar via è stato deprimente.
La cena è trascorsa tra risate generali e toast troppo grandi per entrare nel tostapane. Ma mancava "il maestro".
Mi sono addormentata subito, ma questa volta la notte è trascorsa lentamente, quasi a testimoniare che non avrei voluto che il tempo passasse.
Nelle prime ore del mattino... avviene il miracolo! Sento delle voci! E' BURLONEEEEE! Lo so, è lui!!! Dehihiho... La sera chiamerò Giuliana per darle la notizia.
Manuela mi accompagna alla stazione. Tralascio quanto sia stato triste salutarla, girarmi fino a vederla scomparire.
Maledette distanze, MALEDETTE! Chi me lo doveva dire che avrei vissuto lontano dalle persone che più amo?
Qui a Roma ci sto benissimo, sto realizzando tutti i miei sogni.
Vabbè, mi resta che ogni volta che ci si vede è festa, mentre tutte le volte che stiamo lontani, me li porto nel cuore. Per fortuna che c'è spazio per tutti!
Daniela
Freddo. Dicono che domani potrebbe nevicare. Menomale che me ne sto a casa.
Freddo. Pensieri. La notte porta consiglio, ma io vorrei solo dormire.
Freddo. Pensieri. Apatia. Vorrei fare tante cose, ma mi fermo un istante prima di cominciarle.
Freddo. Pensieri. Apatia. Fame. Eh si, sono in uno di quei giorni in cui mangerei qualsiasi cosa sia commestibile. Per fortuna l'apatia si fa sentire anche lì e non mi cucino nulla.
Freddo. Pensieri. Apatia. Fame. Chitarra. Mi esercito ogni giorno, ogni giorno sembrano venir fuori suoni più belli.
Freddo. Pensieri. Apatia. Fame. Chitarra. Musica. Quella che non manca mai nelle mie orecchie.
Freddo. Pensieri. Apatia. Fame. Chitarra. Musica. Lodi. Dove il trio si riunirà un'altra volta, dopo un lungo Natale.
Lodi. Musica. Chitarra. Fame. Apatia. Pensieri. Freddo. Sto tremando, le mani non si riscaldano. Dicono che domani potrebbe nevicare. Quasi quasi esco...
Daniela
Ore 5:50 del mattino, stazione Tuscolana.
Mi giro verso le scale che portano al binario e mi accorgo di strane presenze incappucciate, scure, dal volto pallido, occhiaie... Ci scambiamo sguardi di complicità, ci stiamo tutti trascinando a lavoro. C'è chi fuma una sigaretta nella speranza che il treno non faccia ritardo, chi, come me, ha gli auricolari nelle orecchie e ascolta una canzone che possa aiutare a svegliarsi.
Salgo sul treno. Trovo queste strane figure anche lì. Altri sguardi, pensiamo tutti la stessa cosa. Il nostro volto riflesso sui finestrini, occhi smaniosi di aprirsi al profumo di un caffè ristretto o di un cappuccino.
Ostiense, Trastevere, Villa Bonelli... Altri pendolari salgono, altri pendolari scendono. Arriviamo tutti alle nostre destinazioni e cominciamo la nostra giornata lavorativa.
Porto dei muffin caldi ai colleghi, mi piace cominciare con un sorriso e qualche battuta.
Poi i passeggeri. Una donna che parla solo una strana lingua dell'est mi travolge. Cerco di spiegarle tutto e quando la ritrovo al gate mi viene ad abbracciare. Legge il mio nome sulla spilla e mi chiede se sono signora o signorina. E poi ancora pacche sulla spalla. Mi ringrazia una, due, tre volte. Poi si imbarca e so che non la rivedrò mai più.
La mattina passa e torno a casa. In metro scorgo, fra i binari, un topolino... Piccolo piccolo! Il treno sta per arrivare, ma lui non si scosta. Comincio a preoccuparmi, ma in una frazione di secondo si infila in un buchino. La scena più bella e dolce me la offre pochi istanti prima di sparire: si affaccia con la testolina, guarda il treno avvicinarsi, poi rientra. Non rivedrò mai più nemmeno lui.
Salgo in metro, ci sono diversi posti in teoria liberi, ma occupati da buste, pacchi e borse varie. Non importa, scendo dopo tre fermate. Ma noto che un ragazzo, credo indiano, non appena si rende conto che non trovo spazio, si sposta, liberando, così, il posto vicino al suo, precedentemente occupato dalla busta di un altro tizio. Ho apprezzato il gesto, è stato fatto con discrezione, con educazione. Non saprei nemmeno spiegarlo bene, ma i suoi occhi erano buoni; stanchi e buoni.
E poi... Poi ci sono io. Sì, questa volta osservo anche me. Eccomi, intenta a prendere appunti sul post che sto or ora scrivendo, in piedi in metro. Indosso una divisa che non lascia dubbi sulla mia attuale occupazione. Sguardo sfinito, voglia di casa, di calma, di solitudine.
Un altro giorno lavorativo si è concluso.
A domani amici della stazione, stessa spiaggia stesso mare, stessa ora stesse occhiaie.
Daniela
Se mai qualcuno si fosse domandato che fine io abbia fatto...
La mancanza di sole non mi aiuta a sfornare post interessanti, così preferisco rimanere in quest'ombra forzata, cercando uno spiraglio.
L'unica novità degna di essere impressa in questo rosso blog, è che sto imparando a suonare la chitarra! Ebbene, dopo 27 anni, mi sono finalmente decisa. Le dita non fanno più male, anche se quel maledetto re mi fa ancora i dispetti; il mondo avrà una pseudo chitarrista mancina in più.
Per il resto: devo andare a fare la spesa, ma sto quasi decidendo di mangiare inutili rimasugli per amore di non uscire; oggi ho il giorno libero, ma domani si torna a lavoro; stanotte ho fatto sogni strani, inquietanti. Insomma, tutto nella norma!
Daniela