That means a lot...

...non c'è due senza tre!
mercoledì, 24 dicembre 2008

Warning: post non adatto a chi odia il sentimentalismo...

Diversi avvenimenti di oggi, ahimè tutti poco allegri, mi hanno riportato alle memoria tante cose.
E così mi sei tornato in mente tu, nonno, con i tuoi scherzi divertenti e quella premura nei nostri confronti che ti rendevano unico. I giochi a mare, le passeggiate sulla cinquecento rosso ferrari, le visite a scuola quando facevi il preside, i kg di pane che mi compravi perchè sapevi che adoro mangiarlo così, senza niente, per assaporarlo... e di certo non me lo facevi mancare mai! Gli anni in cui sei stato male avrei tanto voluto fare qualcosa, ti ho visto spegnerti lentamente ma senza perdere mai la tua lucidità. Noi eravamo il tuo pensiero costante. L'unica cosa che mi consolava, era che avresti riabbracciato nonna.
E tu, nonna, che hai adibito la tua casa ad asilo, che ci hai cresciute, che ci hai educate senza mai rimproverarci, che ci hai permesso di distruggerti casa, che quando hai scoperto nel tuo soggiorno la corsa clandestina dei piccoli di piccione, ci hai spiegato con calma che non andavano tolti dal vaso in cui erano nati, altrimenti la loro mamma si sarebbe preoccupata; che mi hai fatto credere che quell'uccellino che stavo curando è riuscito a scappare, quando invece abbiamo visto tutte e due che non aveva preso il volo e che era caduto dritto nelle grinfie di un gatto; che mi hai contagiato la passione per le borse... e per i dolci!!!
E tu, altro caro nonno, che raccoglievi le 500 lire per noi nipoti, che mi hai regalato la tua bellissima macchina da scrivere (il suo odore mi ricorda te!!!), che mi compravi la pizza bianca (che puntualmente nonna tagliava in miseri pezzettini...sgrunt), che mi incontravi per strada e mi dicevi che non occorreva che io lasciassi le mie amichette per venirti a salutare, quando io sapevo che adoravi che io lo facessi (ed io adoravo farlo), che raccoglievi il gelsomino dalla pianta che ho in mansarda e lo odoravi chiudendolo nella tua mano. Che ci portavi buste della spesa e temevi sempre che l'ascensore si chiudesse. Avrei potuto riconoscere il tuo modo di suonare il campanello ovunque. I primi tempi che non c'eri più, la casa era tremendamente silenziosa.
Sapessi papà come ti somiglia, sia fisicamente (siete due gocce d'acqua) che caratterialmente. Saresti fiero di lui per come ci ha cresciute.
E mentre ricordo questi bellissimi momenti, penso a quante cose ho perso con te a causa di una persona che ci ha ostacolati, e mi arrabbio così tanto!!! Non la perdonerò mai! Avrei voluto godere della tua presenza almeno tanto quanto ho goduto della presenza degli altri due nonni.
Mi mancate troppo... Gli anni possono anche trascorrere, ma il vuoto che mi avete lasciato è e resterà incolmabile.
Daniela
postato da Danyssima alle ore dicembre 24, 2008 00:20 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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sabato, 06 dicembre 2008

Me pittrice...

Una donna dell'est, capelli rossi e pelle chiarissima, occhi blu e naso affilato. Una valigia troppo grande per lei, uno sguardo ansioso e stanco. E' giunta alla fine di un viaggio ma all'inizio di una nuova fase della sua vita.
Un uomo pakistano, capelli grigi, sguardo dolcissimo, distinto, dai modi gentili. Un maglione arancione, che trasmette calore, una piccola valigia accanto a lui.
Penso che, con la signora dell'est, farebbero una coppia bellissima.
Lei gli chiede un'informazione, comunicano in inglese.
Me li immagino seduti al bar a piazza del Popolo, mano nella mano a Villa Borghese, a piazza di Spagna, lui le cede gentilmente il passo per farla bere dalla Barcaccia, lei gli tende la mano per non scivolare. Insieme a colle Oppio, passeggiano verso il Colosseo, con il sole al tramonto che li illumina. I colori dell'autunno li avvolgono e spariscono in lontananza...

Un anziano inquietante: impermeabile, guanti di pelle, cravatta e occhi freddi. Impassibile, immobile. Alto, magro. Sembra il classico maggiordomo dei gialli di Agatha Christie...
Possibilmente è una persona dolcissima ma introversa, forse un nonno che adora i suoi nipoti, un vedovo inconsolabile, un insegnante in pensione con tanti aneddoti da raccontare, un chirurgo...
O semplicemente un maggiordomo, devoto alla sua padrona, che durante una riunione di famiglia, uccide il trisavolo della famiglia perchè sa che nel testamento c'è una clausola che lo include nell'eredità...
Daniela
postato da Danyssima alle ore dicembre 06, 2008 16:53 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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mercoledì, 03 dicembre 2008

Fantasia...

Treno. Primo pomeriggio. Roma Tuscolana- Aeroporto di Fiumicino. Piove ormai da tre giorni e non sembra voglia smettere proprio adesso.
Provo una strana sensazione. So che è lì, devo solo cercarlo; mi giro da una parte e dall'altra, finché lo vedo.
Sembra quasi stesse aspettando solo me: io lo guardo, lui emana una luce meravigliosa, vorrei esserne avvolta; lo ammiro in tutto il suo splendore. Qualche secondo ancora e... via, sparisce, lasciando il posto ad altre figure scure e minacciose.
Gli incontri con l'arcobaleno sono sempre fugaci ma intesi, regalano sorrisi e serenità. Penso sia capitato a tutti di chiedersi come si possa giungere lì dove sorge e arrivare dove ha termine. Si dice sia una porta che accede ad un altro mondo; forse, durante i temporali, accade qualcosa di particolare per cui si apre questo varco, ma la maggiorparte non riesce a raggiungerlo in tempo. Quei pochi che hanno avuto la fortuna di attraversarlo, narrano di meraviglie mai viste prima. Avrebbero voluto rimanere lì, oh si, ma non è possibile, non è permesso. Ci si può solo affacciare, si può godere di quel mondo solo per pochi attimi, per poi tornare alla realtà arricchiti di un'energia ineguagliabile, consci di aver vissuto un'esperienza irripetibile. Sì, perchè abbiamo solo una chance di poter visitare quel misterioso e colorato mondo, ma una volta che la sua vita si è impossessata di te, non ti lascerà più e la porterai dentro per sempre.
Camera mia. Tarda sera. La giornata di lavoro è finita. Sono stanca e vorrei solo dormire. Prima, però, vorrei dare una sbirciatina. Mi accerto che tutti stiano dormendo, poi prendo una scatola di legno che tengo gelosamente dentro l'armadio. La apro e una luce fortissima illumina il mio volto. Sorrido e mi godo il calore di quei raggi colorati che escono da quella scatola irradiando la mia stanza.
Sento un rumore, la chiudo, la nascondo frettolosamente sotto le coperte e vado a vedere chi è rincasato così tardi. Non mi accorgo che qualcuno entra in camera, prende la scatola, la apre per capire cosa ci sia dentro che mi fa sorridere così tanto; ma trova solo un quadrifoglio, verde e vivo come fosse stato appena colto.
Daniela
postato da Danyssima alle ore dicembre 03, 2008 23:25 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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