Il passato si ripresenta senza che nessuno l'abbia invitato. Entra senza bussare e crea impicci. E' così che qualche foto con vecchi amici riapre certe ferite mai chiuse, velando i miei occhi di lacrime, riempiendo la mia testa di domande. Mi rivedo in certi momenti ormai irripetibili, ma la cosa che più mi fa male è rendermi conto di come sia uscita dalla vita di certe persone. Non so più quasi nulla di loro ed il mondo che condividevamo è cambiato totalmente. Le nostre scelte (a volte del destino) ci hanno separati.
Che tristezza.
Spero in post migliori; sicuramente arriveranno, ma abbiate pazienza... Non è un buon momento.
Daniela
...perchè nel giro (mi verrebbe di dire "di un vidiri e svidiri") di pochissimo si sono ammassati nella mia testa un sacco di pensieri:
1) il ritorno di quel fastidio per cui da UN ANNO prendo cortisone :° ;
2) il lavoro che presto finirà;
3) persone care che attraversano periodi bui;
4) un lavorINO che mi permetterà di non prosciugare (almeno subito) i risparmi di 6 mesi ma che non basterà per campare;
5) voglia di quella tranquillità che in questo momento e in questo contesto tarda ad arrivare.
Ci sono anche degli aspetti positivi in questi giorni, tipo incontri per un lavoro (mooooolto futuro ma comunque sempre amato e desiderato), scherzi e risate con le persone che più amo, telefonate sceme con le sorelle ed sms nonsense.
Non mollo.
Ma è dura...
Daniela
Non ho mai visto il tuo volto, non so il tuo nome, non so cosa facessi, nè quanti anni avessi. Però so che hai deciso di andartene proprio lì dov'ero io.
Chissà dove stavi andando; chissà chi aspettava il tuo arrivo in un altro aeroporto. Ti sei spento lì, ti sei accasciato al suolo e hai smesso di vivere.
Sinceramente tutto questo mi ha angosciato parecchio. Un momento sei qui, l'attimo dopo non ci sei più. E di nuovo quel senso di impotenza, lo stesso che ho provato quando ho perso Peppe.
Inutile dire che spero tu stia meglio dove sei adesso. Forse hai deciso di andartene perchè qui non volevi più starci. Chi può biasimarti? Questo mondo è davvero una giungla.
Però in questa giungla noi ci siamo rimasti e non oso immaginare il dolore di chi hai lasciato. Mi viene un nodo alla gola. Spero siano forti.
Buon viaggio amico.
Daniela
Ebbene, amici cari, anche io sono giunta a quota 27.
Ovviamente nulla è cambiato.
La notte tra il 10 e l'11 sono andata a Castel Sant'Angelo ad aspettare il fantasma di Beatrice Cenci, ma c'era pure una troupe televisiva che stava girando non so quale cavolo di film e temo si sia imbarazzata.
La mattina dell'11 sono uscita, qualche giro e poi a pranzo a casa. Il pomeriggio al Museo delle Anime del Purgatorio...AHAHAHAHAHAHAHA! Scusate, ma chiamarlo museo è veramente troppo: una cameretta con una vetrata dove sono conservati i resti di libri o indumenti sui quali dei fantasmi hanno lasciato le loro tracce. Figo... ma un po' miseretto! Voglio di più, DI PIU'!
Bellissimo pomeriggio in giro per la capitale, conclusosi con una bella cenetta a casa in compagnia delle persone più care che rendono la mia vita a Roma veramente piacevole, cena seguita doverosamente da un film horror.
Ma vogliamo parlare dei regali? Creme per il corpo, "per rendere i miei rientri più dolci e meno dolorosi"... e un libro. Non è un libro qualunque, è un tesoro: Alice nel Paese delle Meraviglie, edizione Biblioteca dei Ragazzi, del 1940 circa: UNO SPETTACOLO!!! Basta sentire il profumo delle pagine per capire quanto sia prezioso. Grazie, è stata un'emozione grandissima!
E poi tutte le telefonate e gli sms delle persone che, nonostante la lontananza, mi hanno comunque pensata... Mi mancate tutti!!! Ma grazie per avermi fatto sentire il vostro calore.
Baci
Daniela
Nel primo pomeriggio, la luce che entra dalla finestra è calda, accogliente. La stanza assume un colore arancione chiaro, fra i miei preferiti, e, oltre la tenda, il verde delle foglie mi fa immaginare di non essere in città, ma in una campagna appena fuori Roma, dove vado a rifugiarmi alla fine del lavoro.
Affacciandomi scorgo un'immensa distesa di verde: mi trovo al primo piano di un'antica villa; sotto, riparati dai rami dell'albero che quasi prepotentemente entra in camera mia, un tavolino e tre sedie in vimini; poco più in là, un'altalena che aspetta solo me; all'orizzonte... il nulla. Solo un cielo azzurro, terso, rallegrato da stormi di uccelli intenti nelle loro danze perfettamente sincronizzate.
Scendo giù. Attraverso un soggiorno il cui camino aspetta ansioso l'inverno per tornare a riscaldarci. Il mio cagnolone sonnecchia davanti la porta ma, non appena passo, si sveglia e comincia a farmi le feste. Una dolce carezza e lo invito ad accompagnarmi fuori. L'aria è fresca, piacevolissima. Gli ultimi giorni dell'estate sono i migliori!
Mentre mi godo il vento su questa deliziosa altalena, penso a come organizzare la serata, stasera torna da un viaggio all'estero!
Una cena leggera sul terrazzo, musica rilassante, una passeggiata con il nostro cagnolone e tante tante chiacchiere: voglio sapere tutto, voglio vivere quei posti anche io.
Una foglia gialla si posa sulla mia mano e riapro gli occhi: mi ritrovo in questa cameretta qui a Roma. Il vento ha portato dentro un po' di foglie appassite. Ho sognato ancora! Caspiterina, devo pure lavorare!!
La luce arancione è sparita lasciando il posto ad un buio meno affascinante.
Beh, qui ci vuole un bel gelato per ricaricarmi e mettermi a tradurre! Tutte scuse...
Daniela