...cantata da John Lennon: DA BRIVIDO!!! Non so perchè, ma mi fa impazzire. Anche l'introduzione musicale, quel crescendo... è meraviglioso! E allora, com'è mio solito, chiudo gli occhi e comincio a leggere nella mia mente, cerco di concretizzare le immagini che mi nascono in testa e mi sento un po' come Lucy in the Sky, con cieli di marmellata e taxi fatti di carta. I cieli possono anche essere blu, immensi, con qualche bianca, candida nuvola, un leggero vento che mi scompiglia tutti i capelli, un bellissimo solo primaverile, quello che ti riscalda piacevolmente; provo quello strano torpore che si sente al risveglio, al risveglio dall'inverno. E allora il mondo non fa poi così schifo, anche se di cose orribili ne succedono troppe.
Spero che in quel meraviglioso cielo azzurro, nascosti fra quelle bianche candide nuvole, stiano giocando i piccoli Ciccio e Salvatore, liberi dalle sofferenze, per sempre bambini e angeli.
Un dolce abbraccio...
Daniela
Sapori
Mikado: lunghi viaggi con la famiglia, in treno o in macchina. Gioia, spensieratezza e spasso!!
Togo: pomeriggi trascorsi a giocare e merende fatte con quella cosa "speciale" che papà avrebbe portato dalla spesa...
"Carne Piccola" (denominazione da me data a del semplice macinato cucinato da mamma), nel contenitore con il coperchio marrone e cucchiaio piccolo (che viene usato ancora esclusivamente dalla sottoscritta quando mi faccio preparare la carne piccola dalla mamma, appunto!): asilo... lunghe giornate che capitolavano col pranzo portato da casa. Magnifiche creazioni fatte col didò... quasi sempre candele, perchè erano semplicissime da fare!!!!
Odori
...dei termosifoni appena accesi: l'inverno a casa. Io con mamma a guardare una trasmissione alla tv, Manuela che studia, io e Giuliana che giochiamo, papà legge...
...del muschio: il presepe fatto interamente da papà, il Natale, la casa calda, le lunghe vacanze.
...del DAS: pomeriggi creativi con papà! Dalle sue mani nascevano pastorelli e tegole per i tetti delle loro case, dalle mie uomini senza un arto e foche poco foche...
...del rossetto rosso vivo: la nonna. I suoi trucchi, le sue creme. Credo di averglielo consumato quel rossetto soltanto odorandolo! Ah beh, sì... l'ho anche messo...
...dei libri "vecchi": lo studio del nonno; i pranzi a casa loro, con tutti i cugini, quando giocavamo all'assassino e Manuela e Giovanni nascondevano gli indizi fra le pagine dei libri... uno si trovava nel libro di Robespierre, chi se lo scorda!
...del profumo Arrogance: la mamma!! Quando usciva per andare all'ufficio. Le mattine trascorse tra le telefonate che lei faceva a noi per sapere se era tutto ok e quelle che noi facevamo a lei per dirle dei nostri litigi... Quanta pazienza!!!
Oggetti
Un vecchio registratore: le lunghe registrazioni mie e di Manuela, nella vecchia casa, le storie che ci inventavamo e che incidevamo puntualmente; quelle fatte quando poi è arrivata Giuliana; la radio e le telenovele varie... Che ridere...
Una valigia di cartone: quando mi arrabbiavo e dicevo che me ne sarei andata. Allora la riempivo di giocattoli, arrivavo davanti la porta e "casualmente" ci ripensavo!
Gessetti colorati: il nonno, quando ce li portava da scuola e gli coloravamo le mattonelle del balcone. Certo che in quella casa facevamo proprio di tutto!
Ciuchino (un peluche): quando dissi addio al mio ciuccio e lo lanciai a quell'enorme orso nero (era un pastore tedesco ma, date le mie dimensioni, mi appariva come un bestione!!).
La lista sarebbe lunga, ma per oggi può bastare così...
Daniela
...no, non è un riferimento al libro di Kundera, semplicemente questa frase mi piace un sacco.
Ho aspettato la febbre e un occhio gonfio per tornare a scrivere, sarà che lo stato "confusionale" è fonte di ispirazione!!
In effetti, il nostro essere, è leggero in modo insostenibile! Cambiando gli ordini dei fattori il risultato non cambia, eh? Da qui scaturiscono egoismo e gelosia, rabbia, frustrazione... per cose futili, poi! Ma se così non fosse, che piacere sarebbe la vita? Sì, perchè non riusciremmo a godere di ciò che abbiamo se prima non rischiassimo di perderlo o rovinarlo per sempre. Non conoscerei la gioia se non avessi vissuto il dolore... e via dicendo.
Ciò non toglie che questa frase possa essere interpretata in modo diverso a seconda della propria visione del mondo. In questo momento, la leggerezza dell'essere è qualcosa di negativo. Domani, chissà... Passata la febbre, tornando a stare meglio, potrei vederla come un qualcosa di etereo che ti permette di sognare e "svanire" fra i tuoi pensieri. E il titolo del post successivo potrebbe pure essere "E il naufragar m'è dolce in questo mare"...
Daniela
Un cartello con scritto "Vendesi", una vecchia casa immersa nel verde, un sole che fa capolino da nuvole minacciose, bianco e nero alternato a colori, un passerotto che si posa titubante sulla ringhiera del mio balcone, un nero che ascolta musica sul bus, una ragazza triste, con gli occhi pieni di lacrime, che si accende una sigaretta, un'altra che nasconde qualcosa dietro il suo sorriso di cortesia, un'americana al McDonald's che mi dice qualcosa di incomprensibile quando le offro un mio fazzoletto, lo stesso nero di prima ma sul bus di ritorno, un anno dal trasferimento in questa casa, un sosia di mio cugino, un numero inesistente, silenzio, poi Everlasting dei Manic Street Preachers, un cartone animato dell'infanzia, una passeggiata, una voce dolce al telefono, una cura stancante, una dedica, pensieri piacevoli, pensieri tristi, pensieri.
5 Febbraio 2008.
Daniela